domenica 25 giugno 2017

Bollette elettriche aziendali, “con la riforma blocco degli investimenti in efficienza energetica e autoconsumo”

Secondo un rapporto della società di consulenza Elemens le nuove norme (retroattive) sulla fatturazione ai clienti non domestici danneggeranno chi installa un impianto fotovoltaico o di cogenerazione per non acquistare più energia dalla rete. Prevista una riduzione del risparmio tra i 104 e i 975 milioni di euro all’anno. Particolarmente colpite le imprese siderurgiche, le cartiere, la raffinazione e l'alimentare

Blocco degli investimenti e dei progetti nell’efficienza energetica e nell’autoconsumo, “maxi conguagli” e bollette più alte per le società che hanno investito nelle energie “green”. Sarebbero questi i pesanti effetti, anche retroattivi, della riforma della bolletta elettrica per i clienti “non domestici”, ossia i consumatori industriali, del terziario e del settore agricolo che complessivamente rappresentano il 75% dei consumi elettrici nazionali. A lanciare il grido di allarme un gruppo di operatori del settore riuniti nel “Tavolo autoconsumo e efficienza energetica”, sulla base dei risultati dello studio ad hoc preparato dalla società di consulenza per l’energia Elemens.

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lunedì 3 aprile 2017

Continua lo sviluppo delle rinnovabili. Il Rapporto 2016 del GSE


Nel 2016 in Italia le fonti rinnovabili hanno coperto circa un terzo dei consumi elettrici totali. Per ogni 10 kWh consumati quindi, più di 3 sono stati prodotti dalle fonti rinnovabili, per un totale di quasi 106 TWh, che corrispondono ai consumi elettrici di cinque regioni come il Lazio. Il Gestore dei Servizi Energetici ha erogato 15,9 miliardi di euro di incentivi, recuperando 1,5 miliardi di euro dalla vendita di energia ritirata, per un netto di incentivi in bolletta di 14,4 miliardi di euro. A partire da quest’anno si stima una graduale riduzione degli oneri in bolletta. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel Rapporto delle Attività 2016, che il GSE ha presentato questa mattina in un convegno presso la propria sede a Roma.

“Con il Rapporto il GSE rende conto in modo trasparente alle Istituzioni e agli italiani di come vengano investite le risorse pubbliche nel settore delle sostenibilità ambientale”, ha sottolineato il Presidente Francesco Sperandini, ribadendo la volontà del GSE “di porsi come ponte per le nuove generazioni, in modo tale che queste possano godere anche in futuro di risorse dell’ambiente in quantità e qualità analoghe o superiori a quelle di cui noi oggi godiamo”.

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mercoledì 22 marzo 2017

Impianti a gas: pubblicata la nuova versione della UNI 8723

La commissione tecnica CIG – Comitato Italiano Gas – ha pubblicato la norma nazionale UNI 8723:2017 “Impianti a gas per l’ospitalità professionale di comunità e similare – Progettazione, installazione e messa in servizio”.

La nuova norma tecnica ritira e sostituisce la precedente edizione del 2010.

La norma UNI 8723 definisce i criteri per la progettazione, l’installazione e la messa in servizio degli impianti realizzati per l’ospitalità professionale di comunità e similare, che utilizzano gas combustibili appartenenti alla 1°, 2° e 3° famiglia come definite nella UNI EN 437 e sono alimentati da rete di distribuzione di cui alla UNI 9165 e UNI 10682.

Fonte

domenica 5 marzo 2017

Brianza, la beffa ai lavoratori del colosso K-Flex: "Ci licenzia e con i soldi pubblici investe all'estero"

Sul caso del multinazionale degli isolanti il ministero della Sviluppo ha aperto un'istruttoria. Fallito il tavolo di confronto. Sono 187 i dipendenti da 42 giorni in presidio giorno e notte davanti ai cancelli


Nella storia della K-Flex di Roncello, in Brianza, c’è solo una certezza: il licenziamento dei 187 lavoratori del colosso della gomma plastica, dopo 42 giorni di presidio davanti all’ingresso dell’azienda. Giorni e notti di resistenza vana, nelle tende a ridosso della fabbrica, ora che anche l’incontro al ministero dello Sviluppo economico è fallito. Ma sul caso K-Flex il ministero ha aperto un'istruttoria per capire dove siano finiti i 12 milioni di euro di finanziamenti pubblici utilizzati dal gigante mondiale della chimica, che ha deciso di smantellare lo stabilimento.

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K-Flex Isolamento termico e acustico


mercoledì 1 febbraio 2017

Klimahouse 2017 si conferma volano per l’economia dell’innovazione

37.500 visitatori, 460 espositori e 100 aziende in lista di attesa, 900 partecipanti al Congresso CasaClima, 1.500 partecipanti ai forum tematici, 330 partecipanti ai 14 tour guidati a edifici modello, 170 giornalisti accreditati. Questi i numeri della 12esima edizione di Klimahouse, fiera internazionale per l'efficienza energetica e il risanamento in edilizia, che grazie alla partecipazione di Istituzioni, opinion leader, architetti e le aziende più innovative del settore, si è confermata la piattaforma di riferimento per il settore dell'edilizia.

"L’edizione 2017 di Klimahouse ha offerto una fotografia delle reali potenzialità di un settore già pronto e maturo per affrontare le grandi sfide del mercato", afferma Thomas Mur, Direttore di Fiera Bolzano. "Siamo molto soddisfatti, Klimahouse è un punto di riferimento per un networking 'costruttivo' che si pone l'obiettivo di stimolare l’innovazione con uno sguardo positivo sul futuro, nel segno dell'efficienza energetica e della tutela ambientale".

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venerdì 25 novembre 2016

Stufe a mais: il combustibile che arriva dall'agricoltura

Spesso amata per il vantaggio di usufruire di una fonte rinnovabile, pulita e facilmente reperibile e odiate in quanto questa tipologia di stufa viene alimentata con una fonte alimentare: chi ha ragione? E' davvero proficuo investire sul riscaldamento a mais?

Per una scelta consapevole ed ecosostenibile al 100%, le stufe a pellet e a mais sono la risposta che stavate cercando: rinomato per la sua ottimale resa termica, grazie a un minor livello di umidità, il mais è un combustibile altamente ecologico, di facile reperibilità e che con costi ridotti incentiva lo sfruttamento delle fonti rinnovabili e alternative. Scegliere una stufa a pellet o a mais significa investire su un costo elevato rispetto alle stufe tradizionali, ma ammortizzarne la spesa in pochi anni per i bassi consumi energetici, favorendo il minor impatto ambientale.

La stufa a mais: funzionamento

La differenza tra una stufa a pellet e a mais riguarda esclusivamente il funzionamento. In questa tipologia di stufa è, infatti, prevista la presenza di due contenitori distinti per i due combustibili comprendendo anche le modifiche all'intero impianto per permettere l'ottimale combustione sia con il pellet che con il mais. Utilizzare il mais e il pellet per l'alimentazione del proprio impianto di riscaldamento significa non incentivare l'effetto serra: le emissioni di anidride carbonica prodotte dalla loro combustione sono pari a quelle che emetterebbe la pianta stessa del mais durante il processo vitale nell'ambiente.
La stufa a pellet e a mais presenta un sistema completamente automatizzato capace di regolare l'accensione, lo spegnimento e la temperatura presentando nel suo insieme un perfetto connubio tra funzionalità e design. Rivestimenti di pregio come l'acciaio e il metallo satinato mettono in rilievo la piccola finestra dalla quale è possibile osservare la fiamma che brucia senza emissioni dannose per la salute, polveri e ceneri, la soluzione ideale per aumentare il risparmio economico nell'ottica di un futuro ecosostenibile.


Anche alcuni modelli di stufa a mais, similmente alla tipologia a pellet o a legna, sono dotati di un sistema di automatizzazione dell'accensione e spegnimento dell'impianto per consentirvi di riscaldare la vostra abitazione quando non ci siete, e trovarla a una temperatura accogliente al vostro rientro. Il meccanismo completamente automatizzato permette di ridurre i consumi energetici e di produrre calore solo quando realmente se ne ha bisogno.


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giovedì 22 settembre 2016

Rendimento in crescita e queste 3 novità: guadagnare con il Fotovoltaico nel 2016

Chi mette a casa un piccolo impianto fotovoltaico fa del bene alla comunità perchè riduce le emissioni di CO2 di circa 1.300 kg all'anno. Ma c'è dell'altro...

Con il sole che abbiamo in Italia, un impianto domestico produce un guadagno netto cumulato tra i 21 e i 32mila €, ripagandosi da solo in circa 4 anni.


Rende di più ma occupa meno spazio 

Un impianto adesso costa l'80% in meno di quanto costava nel 2005. In più, i pannelli di ultima generazione offrono un rendimento di qualità per almeno 35 anni.

Le 3 novità che aumentano il guadagno

Quest'anno molti hanno approfittato dei nuovi inverter integrati con accumuli, che permettono di conservare l'energia prodotta e non consumata sul momento, per poterla utilizzare ad esempio di sera.
Altri invece hanno iniziato a sfruttare gli ottimizzatori, dispositivi intelligenti che aumentano la resa dell'impianto del 20-25%.
E tanti hanno abbinato il fotovoltaico alle pompe di calore, per produrre gratuitamente acqua calda, riscaldamento e climatizzazione estiva.

La detrazione al 50% è ancora valida

 

Il problema dello smaltimento dei pannelli non sussiste perchè i produttori sono iscritti ad appositi consorzi per offrirti lo smaltimento gratuito.
L'aumento del valore catastale dell'immobile non riguarda i tradizionali impianti domestici da 3kW.

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Ho chiesto a Enel la tariffa agevolata D1 ma fanno finta di nulla…